Volevo fare gli spaghetti allo scoglio per due miei carissimi amici di New York, Anthony e Gina. Quindi il mio intento era di andare a fare la spesa, arrivare al banco del pesce e scegliere gli ingredienti migliori.
Perciò ieri mi sono svegliato, mi sono lavatoasciugatovestitopettinato (senza nemmeno una pausa! Così ho fatto, così ho scritto) e sono uscito. Entro al supermercato e noto una bustina di plastica -quelle che si usano per mettere la verdure- rotolare per terra. Tragico!
Non solo il fornitore del ristorante, ma anche il supermercato non aveva più niente! Allora mi guardo in giro, e vedo solo tanta desolazione e tanti ortaggi abbandonati perché brutti e non più freschi. La gioia dei bambini, ovviamente: niente più verdure fino alla fine dello sciopero dei camionisti!!! Se fossi stato bambino avrei festeggiato cantando "uiiiiiii arrrrrrrrrr de cempionsssssssss mai freeeeeeeend" con il mio già perfetto inglese. Ve lo devo confessare, io avrei anche festeggiato, ma sono lo chef di un ristorante e mi sono ritrovato senza materie prime - equivaleva a festeggiare la mia morte lavorativa.
Arrivo al banco del pesce e trovo il ghiaccio in fase di scioglimento. Neanche qui c'era chissà quale rifornimento di pesce. Perdonatemi e cercate di capirmi, ma ho maledetto i camionisti che si sono messi in testa di scioperare.
Perciò sono stato costretto a comprare queste quattro cose per fare gli spaghetti allo scoglio. Perché sono proprio quattro messe in croce.
E per fortuna che noi siamo due. Come cavolo hanno fatto le famiglie con più di due persone?
Un periodaccio anche per il ristorante che si è ritrovato senza materie prime. E questo mi fa innervosire ancora di più. Da quando la gente ha il diritto di protestare a discapito di altri? Non sto qui a discutere sul perché questa gente abbia voluto scioperare, non finirei più.
Ma miei cari camionisti, vi è mai venuto in mente che noi, povera gente, viviamo con i prodotti che voi trasportate? E vi rendete conto della gravità dei danni che avete creato? No dico, ve ne rendete conto? Con tutti i modi di protestare che esistono a questo modo, ma proprio facendoci morire di fame dovete scioperare? Perché dovete trascinare con voi, giù nell'abisso, anche i ristoratori?
Se prima c'era solo una crisi economica, questa settimana è nata una gravissima crisi in ambito alimentare che grava ancora di più su quella economica. Già non abbiamo soldi, ora ci ritroviamo a pagare le verdure il triplo del normale!
Quindi dico a voi, sì voi, che non si sa se scioperate sul serio o se scioperate perché ormai è diventato di moda. Voi non state aiutando nessuno.
Vi ricordo il mio
GIVEAWAY.
Difficoltà:Facile
Spesa totale circa € 8,00
Tempo: 20 minuti
Ingredienti per
due persone:
- 200g spaghetti
- g di vongole fresche
- g cozze fresche
- 8 gamberetti freschi
- 2 calamari
- 8 pomodorini
- 1 spicchio d' aglio
- 1/2 bicchiere di vino bianco
- Prezzemolo q.b.
- Peperoncino q.b.
- olio extra vergine d' oliva q.b.
Attrezzatura:
Procedimento:
Mettete in acqua fredda e sale le vongole per farle spurgare dalla sabbia.
Pulite le cozze , togliendo la barbetta e pulendo bene il guscio.
Pulite i calamari , togliendogli la pellicina esterna , il becco dai tentacoli , la sacca dell' inchiostro e sciacquateli molto bene e tagliateli a rondelle.
In una padella , soffriggete uno spicchio d' aglio con un filo d' olio extra vergine , aggiungete i calamari , i gamberetti , le cozze e le vongole.
Sfumate con il vino bianco , fate sfumare , aggiungiere il prezzemolo tritato e una puntina di peperoncino .
Coprite con un coperchio e fate finire di cuocere a fuoco lento.
Portate ad ebollizione abbondante acqua salata e mettete a cuocere gli spaghetti , colateli quando sono ancora al dente , vendo premura di conservare un pò d' acqua di cottura.
Finite di cuocere la pasta nella padella con i frutti di mare , aggiungendo poco alla volta l acqua di cottura, finche non raggiunge il grado di cottura desiderato .
Preparazione del piatto:
Impiattate e ruzzate con il prezzemolo tritato .
Ricordo a tutti che questo piatto è stato realizzato in una semplice cucina casalinga, senza nessuna attrezzatura professionale.
Come ho fatto a far la spesa trovando un super assortimento di tutto?come faccio sempre...spesa a k.0 direttamente dal produttore per tutto quel che posso;frutta e verdura dal contadino, latte,formaggi,salumi,uova,olio,miele,farina allo spaccio dell'azienda agricola.Sono mesi che al supermercato compro solo i detersivi alla spina ed i prodotti per la pulizia della casa.Spendo molto meno, riduco gli imballi, contribuisco ad inquinare meno,mangiamo cibi di qualità migliore...Far la spesa è,apparentemente piu' complicato, in realtà ha smesso di essere uno stress.E se per lo sciopero devo rinunciare per qualche giorno a trovare fornito il banco del mio pescivendolo di fiducia ( in Lombardia il pesce a k 0 ahimè non lo trovo...)o a non trovare tutti i tipi di caffè/orzo/cacao che prendo sempre alla bottega dell'equosolidale, rinuncio volentieri; credo sia per un motivo più che valido.Forse varrebbe la pena, che tutti ci sforzassimo di capire le ragioni degli scioperanti, tentassimo anche di contribuire al cambiamento partendo dal nostro stile di vita...Lalla
RispondiEliminaSe parli di ridurre gli imballaggi, di mangiare prodotti di qualità migliore etc. ti sostengo in tutto e per tutto.
EliminaIo scrivo da chef, lavoro nella cucina di un ristorante. Mi sono ritrovato di punto in bianco senza materie prime, sai cosa significa lavorare con il nulla? Scrivo dal punto di vista dei ristoratori e dei cuochi. Per carità, ognuno ha il diritto di dire e fare ciò che vuole, anche di scioperare come e quando gli pare. Ma non vedo perché il mio lavoro ci debba rimettere, come se non bastasse già la crisi. Tu come lavoreresti con una crisi economica che continua a peggiorare, i clienti che diminuiscono ogni giorno, e in più la spesa che si quadruplica? Io mi trovo dalla tua parte, il cittadino che si ritrova a fare la spesa e che può benissimo rinunciare a qualcosa, e dalla parte di chi invece non può rinunciare ad alcuni ortaggi e pesci. Non mi lamento perché ho trovato il banco pesci vuoto, mi lamento perché non riesco ad offrire ai miei clienti la qualità di prodotti che vorrei.
Secondo te quanto dovrei far pagare un piatto di semplici zucchine grigliate? Forse cinquanta euro?
Come mi hai già scritto, potresti benissimo dirmi di andare dal contadino. Ma io lavoro in un ristorante e devo seguire determinate regole e rispettare la legge, altrimenti faccio prima a chiudere baracca. Non sto qui a spiegarti i motivi che mi proibiscono di andare dal contadino o comprare determinati prodotti in posti dove costano meno per chi non vuole fare la spesa al supermercato.
Ma invece di fare di sentire solo una campana, dovresti comprendere anche il mio punto di vista. A nessuno farebbe piacere andare al ristorante, ritrovarsi con un menù povero e pagare migliaia di euro per un servizio di bassa qualità.
E se dobbiamo dirla tutta, almeno il 65% di quei camionisti è stato costretto a scioperare per non ritrovarsi gomme forate o altri danni al camion. Quindi cosa devo capire di questi scioperanti?
Capisco le tue ragioni ovviamente ma continuo a pensare che un cambiamento sia necessario, non solo perchè anche io,come te lavoro con una crisi economica che continua a peggiorare e spese che quadruplicano e ne subisco quotidianamente le conseguenze. Ognuno di noi dovrebbe "rieducarsi" per quel che puo'...se tutti i consumatori cambiassero l'approccio alla spesa forse qualcosa si muoverebbe,I grandi cambiamenti sono difficili e spaventano ma non sempre portano a risultano deludenti.
RispondiEliminaE' inutile lamentarsi perchè la benzina costa troppo e poi continuare a rifornirsi dalle marche che fanno "cartello", continuare a prendere la macchina per ogni piccolissimo tragitto; quando mi è possibile vado a piedi o in bici e mi rifornisco solo presso i "no logo",certo non sarà per me che calano le accise e i prezzi del petrolio ma almeno non alimento questo sistema.
Non acquisto prodotti della grande distribuzione,mangio solo alimenti di stagione, non mangio carne: risparmio e privilegio il commercio locale. Non acquisto prodotti di marchi che producono all'estero con sfruttamento della manodopera, riciclo il più possibile tutto quello che anni fa avrei buttato.
Nella provincia in cui vivo (Bs,) so che ci sono ristoratori che cucinano utizzando i prodotti di azienda agricole biologiche locali,i tuoi colleghi lavorano infrangendo le norme? Lo stesso contadino dove acquisto frutta e verdura rifornisce piu' di un ristoratore; ovviamente ha tutti i permessi ASL e licenze varie per il commercio e rilascia regolare scontrino; ha un punto vendita presso i campi e le serre dove coltiva i prodotti che poi rivende.
Menu' "povero" non necessariamente significa peggiore o di pessima qualita', sta anche a voi ristoratori contribuire ad insegnare a mangiare bene e semplicemente senza spendere cifre folli...
Sicuramente qualche episodio di intimidazione si sarà verificato fra gli scioperanti, la misura percentuale esatta non la sapremo mai ma son sicura sia molto inferiore a quella da te indicata, non condivido e non approvo la violenza ma le ragioni degli scioperanti si.
Da qualunque punto di vista io analizzi la situazione credo che vada cambiata a costo di rinunciare a qualcosa e vivere dei disagi.
PS: certo non puoi far pagare le zucchine grigliate 50 € ma spesso nei ristoranti o pizzerie si assiste a "rapine" peggiori...per anni la ristorazione ha applicato dei ricarichi spaventosi su cibi e bevande e parlo per conoscenza diretta della cosa.
Lalla
Perdonami se te lo dico, ma stai peccando di presunzione.
EliminaSei l'unica al mondo in grado di risparmiare sulla spesa? Non credo.
Ho dato forse l'impressione di essere un ricco magnate del petrolio che spende i soldi inutilmente? Ho ventiquattro anni e vivo da solo da quando ne avevo venti, a differenza dei miei coetanei che ancora non hanno minimamente intenzione di schiodarsi da casa. Non vivo nella mia città natale, Bergamo, ma mi trovo a più di seicento chilometri lontano da casa, Roma. Qui non ho nessun familiare. Non vivo nell'agio e nel lusso più sfrenato. Sono abituato ad essere indipendente economicamente; non mi faccio aiutare dai miei genitori e non chiedo prestiti in banca. Mi pago l'affitto, le bollette, la macchina, l'assicurazione, le spese mediche, la spesa. Metto da parte soldi perché un giorno comprerò una casa mia. Non hai minimamente idea di tutti i sacrifici che sto facendo. Quindi non venire da me ad insegnarmi come risparmiare e su cosa risparmiare, sono cose che già so e che già faccio. E se esiste gente che ama buttare i soldi, non capisco cosa c'entro io. Io vivo la mia vita, gli altri vivono la propria. Di conseguenza fanno ciò che più gli pare e piace dei soldi che hanno o non hanno. Non sono i tuoi soldi e non è la tua vita. Tu la tua vivila come ti pare.
Inoltre ho lavorato sia a Bergamo, sia a Roma. Credo di sapere come vanno le cose nel mondo della ristorazione. Ogni regione ha le sue norme e dovresti conoscere la differenza tra "contadino" e "azienda agricola".
Il contadino lavora la sua terra e vive con ciò che produce. Non ha bisogno di far controllare i suoi prodotti per mangiare quello che coltiva.
Un'azienda agricola, lo dice la parola stessa, è un'azienda vera e propria. Si fornisce da un contadino, ma prima di poter vendere deve sottoporre ogni singolo prodotto ad innumerevoli controlli.
Non ti resta che indovinare: da quale dei due mi fornisco io per il ristorante?
Vuoi anche insegnarmi il mio mestiere? Se è così, accomodati pure! Nessuno ha mai detto che il mio menù povero della settimana equivale ad un menù pessimo. L'hai capito solo tu. Con pessimo intendo la qualità dei prodotti. Posso risparmiare sui prodotti, ma non sulla qualità. Sapevi forse che, durante lo sciopero dei camionisti, gli ortaggi sono arrivati a costare cinque volte il prezzo normale? Perché devo comprare ortaggi non più freschissimi per risparmiare? Non lo farebbe una qualunque madre che si limita a cucinare a casa, perché devo farlo io?
E sai quanto costa una cena nella Capitale? Costa, te lo garantisco. Io me ne rendo maggiormente conto soprattutto dopo aver lavorato anche a Bergamo. Rispetto ai miei "rivali", io cerco di mantenere alta la qualità ad un prezzo contenuto. A differenza degli altri, non faccio pagare un occhio della testa i piatti definiti "fatti in casa". E la maggior parte delle volte ci sono ristoratori che cercano di spacciare per "fatto in casa" ciò che invece è stato prodotto da un'azienda, facendosi pagare belle cifre (e questo accade in tutta Italia - perciò evita di raccontarmi ancora cosa fanno i ristoranti a Brescia). Per questo sono ancora più contento del mio lavoro perché i miei clienti si dicono soddisfatti dei miei sforzi, perciò non darmi lezioni di economia aziendale.
Riguardo gli scioperanti non sono d'accordo. La maggior parte delle volte creano disagi e nient'altro. Non è perché non voglio capire, ma c'è veramente poco da discutere se per colpa di uno sciopero il Paese -già in difficoltà- ci debba rimettere duecento milioni di euro. Per te sono pochi duecento milioni di euro di danni? E in genere cosa porta lo sciopero di una settimana? Porta danni e finisce nel dimenticatoio (di chi sta ai piani alti, sia chiaro, e non di chi subisce i disagi).
la nostra divergenza d'opinioni è l'ennesima dimostrazione che capirsi via "tastiera" è spesso difficilissimo.
RispondiEliminaChi ha mai voluto dirti come devi vivere o darti lezioni di economia aziendale (che per formazione professionale potrei anche azzardare...) o su come lavorare?!??!certo non io, mi sembrava superfluo specificare che quel che ho scritto è il mio punto di vista, cosi come il tuo è che gli scioperanti contribuiscano alla crisi.Vivo da quando ero piu' giovane di te a 400 km dalla mia città, ho sempre badato a me stessa, lavorando per me ed i miei figli e al ristorante raramente vado o sono andata, semplicemente perchè, per me, è sempre stato un lusso.Ma qui non si tratta di quello che è giusto per te o per me, si tratta del mondo che vogliamo lasciare ai nostri figli ( o perlomeno che io voglio lasciare ai miei 2).Questo mondo, il modo in cui la maggior parte di noi "consuma" è A PARER MIO e di molti altri, sbagliato ed ingiusto.Se continuiamo a valutare le cose soltanto basandoci su quello che ci è utile, che ci aiuta a pagare i nostri personali conti difficilmente, secondo me, contribuiremo a far partire un reale cambiamento.Lo sciopero di una settimana porta a niente, è vero, lo sciopero cosi come è stato strutturato aveva molti difetti ma non possiamo continuare ad aspettare che le cose migliorino per magia o illuderci che chi sta ai piani alti voglia davvero creare un mondo migliore. Io ti avro' dato l'impressione di peccare di presunzione ( e non era mia intenzione), tu mi dai quella di valutare le cose in maniera egocentrica.Gli scioperanti in parte hanno sbagliato ma almeno hanno provato a far sentire la loro voce, a dire che non voglio più far finta che tutto vada bene.Gli aumenti della materia prima non sono solo frutto dello sciopero ma spesso della speculazione; so di aumenti di pasta, olio e altri prodotti a lunga conservazione in punti vendita dove le scorte erano ancora disponibili.
Potremmo star qui a " duellare" via web per giorni ma servirebbe a poco... rispetto il tuo lavoro ed i tuoi sacrifici e ciò che ho scritto non era contro di te ma contro un sistema che non condivido e sono convinta vada cambiato anche se ciò comporta rinuncie e sacrifici.Buona fortuna per tutto Lalla
" A differenza degli altri, non faccio pagare un occhio della testa i piatti definiti "fatti in casa". E la maggior parte delle volte ci sono ristoratori che cercano di spacciare per "fatto in casa" ciò che invece è stato prodotto da un'azienda, facendosi pagare belle cifre (e questo accade in tutta Italia - perciò evita di raccontarmi ancora cosa fanno i ristoranti a Brescia)"
RispondiEliminaun'ultima nota,con intenti non polemici...
Quel che hai scritto è verissimo ed accade in ogni città d'Italia e presumo del mondo, è uno dei motivi per cui la tua categoria non mi ispira grande comprensione in questo momento di difficoltà. Forse se fossero di più i tuoi colleghi che provano come fai tu a mantenere un rapporto onesto prezzo/qualità risentireste meno della crisi, forse se fossero di più i ristoratori che scelgono i fornitori a km 0, le aziende produttrici locali ecc. qualcosa potrebbe cambiare.PS Brescia non è il paradiso e ci sono un sacco di ristoratori che mirano solo al guadagno, ma conosco più di una realtà che ha scelto di cambiare strada, di limitare il menù rischiando di perdere clienti ma facendo una spesa etica e rispettosa di ambiente e salute.
A questo punto, dico anche io la mia. Premetto che non lavoro in nessun settore, quindi non sto qui a difendere il lavoro di nessuno visto che sono una studentessa.
RispondiEliminaMa sai una cosa? In questo momento tutti coloro che scioperano, mi danno l'impressione che lo stiano facendo tanto per unirsi alla massa ed essere chiamati "indignados" (un termine che purtroppo in Italia ha totalmente perso il suo significato originale) perché essere arrabbiati con il sistema fa figo e lo sta facendo mezzo mondo. Credo poco ai manifestanti, ora come ora. Alla gente piace andare contro il Governo, che sia giusto o sbaglio, nient'altro.
A nessuno è mai venuto in mente che forse a sbagliare siamo noi e non quegli sventurati che ora stanno al potere? Loro un cambiamento vero e soprattutto immediato lo stanno facendo, perché ora la gente non si sforza di seguirli o anche solo comprenderli? In questo modo ci sarebbe un cambiamento radicale in tutto il Paese, e non è detto che debba essere per forza negativo. D'altronde a sbagliare sono stati i cittadini -gli stessi che ora scioperano- perché hanno permesso che si arrivasse dove siamo ora. Eppure nessuno prima ha fiatato, nessuno prima ha alzato un polverone come ora. Qual è la differenza tra prima ed adesso? Che, avevate i paraocchi per non vedere quello che stava accadendo? Se esami la storia italiana, questa sarà la milionesima volta che l'Italia premia i delinquenti e -quando si ritrova vicino al baratro- li caccia via e si dispera per il disastro combinato.
Ecco, questa è la situazione vista da me, una studentessa. Questa è la situazione di un Paese che mi sconforta e che mi fa venire voglia di andare lontano e vivere in un Paese [più] civilizzato. Perché questa Italia è capace solo di piangere lacrime di coccodrillo.